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    October 17

    Rivincite

     
    October 01

    Cose che ho imparato andando in giro per il mondo....


    Ogni tanto, tra un problem set e l'altro, mi fermo a riflettere sulle condizioni in cui versa l'Università Italiana.
    E queste condizioni mi sembrano via via peggiori quando le comparo con quelle dei sistemi universitari che ho avuto l'onere e l'onere di sperimentare in questi ultimi anni.
    Perchè ci sono orde di cinsesi, indiani, coreani e anche qualche africano che vanno a studiare in USA, in UK o in Francia e nessuno viene a studiare in Italia?
    La prima risposta che potrebbe venire in mente è qualcosa del tipo:"Le università italiane non sono allo stesso livello".
    Questa affermazione è sostanzialmente errata.
    Le università italiane offrono un'ottima istruzione a chi se lo merita e lavoro sodo; ed è per questo che troverete un sacco di italiani nei migliori dipartimenti del mondo in praticamente tutte le discipline.
    Allora uno potrebbe dire "I cinesi vanno in USA o UK perchè lì la vita è migliore".
    Anche questa affermazione è sostanzialmente errata.
    Mettendo da parte alcuni casi particolari (Londra, New York, Parigi, San Diego e, forse, Boston) molte delle migliori università americane e straniere in generale sono in posti sfigatissimi e assurdi: Cambridge Massachusetts, Cambridge UK, New Haven Cunnecticut, Princeton New jersey, Durham North Carolina, Evanston Illinois, Southampton  e Warwick in UK, Tolosa in Francia, Providence Rhode Island....io sono sicuro che la qualità della vita a Roma, Venezia, Firenze, Bologna e, perchè no, anche a Napoli o Palermo sia nettamente migliore: cibo migliore, clima migliore, paesaggi, architettura, donne....non c'è paragone.
    E allora perchè la gente preferisce trasferisi in posti sfigati piuttosto che nel BelPaese?
    In definitiva, l'Università italiana costa troppo poco!
    Con questo non intendo dire che il sistema dovrebbe essere privatizzato o dato in pasto ai cattolici. In Inghilterra e in Francia le università sono pubbliche, ma costano (soprattutto in UK). E anche in USA ci sono eccellenti Università pubbliche che costano.
    Intendo dire che: "NON E' SCRITTO DA NESSUNA PARTE CHE TUTTI DEBBANO FARE L'UNIVERSITA'. QUELLI BRAVI DEVONO FARE L'UNIVERSITA'".

    L'Università deve costare per poter offrire un prodotto di qualità. Per poter tagliare gli sprechi. Per essere competitiva a livello mondiale. ,Deve costare per gli studenti medi e scarsi e deve essere quasi (o totalmente) gratuita per chi se lo merita.
    Per come sono le cose attualmente in Italia, l'Università costa per gli studenti bravi che fanno l'università con serietà ed è praticamente gratuita per quelli che se ne sbattono (e questo senza contare che in Italia  per via dell'evasione fiscale spesso va a finire che i figli idioti degli evasori ricconi non pagano nulla ed i figli più o meno bravi dei lavoratori dipendente pagano il massimo possibile).
    E' inconcepibile per me, e inefficiente per la società nel complesso, che ci siano persone che impiegano 4, 5 o 6 anni per conseguire una laurea triennale, e 6 o 7 per una quadriennale.
    E' completamente assurda l'idea che uno possa fare l'università senza frequentare.
    O che uno possa rifiutare un voto e dare lo stesso esame 5 o 6 volte durante la propria carriera universitaria.
    E poi i numeri devono essere ridotti! Non ce la faccio più a sentire gente che mi dice:" Io sono andato a studiare a L'Aquila o a Macerata e non a Roma o a Napoli, perchè volevo un ambiente più piccolo, dove potevo essere seguito meglio, dove potevo avere contatti con i professori.
    Ci vuole più selezione in entrata: test d'ingresso, media scolastica, esame di maturità, lettere di referenza dei professori:, test standardizzati qualsiasi cosa che permetta una qualche forma di scrematura iniziale.

    Perché?
    Se le tasse fossero più alte gli studenti non avrebbero bisogno di forzarsi a studiare: lo farebbero già perché le tasse sono alte.
    Se le tasse fossero più alte i genitori ci penserebbero su due o anche tre volte prima di mandare il proprio figlio all'università.
    Se le tasse fossero più alte, essere fuoricorso costerebbe ancora di più così la gente si guarderebbe bene dal rifiutare un 24, ripetere un esame, iscirversi o mollare.
    Se per ogni esame ci fosse un solo appello disponibile (massimo due), le persone finirebbero prima il proprio percorso di studi. E studierebbero meglio perchè saprebbero di non avere altri appelli disponibili o scialuppe di salvataggio.
    Se i voti non potessero essere rifiutati, le persone ci penserebbero bene prima di presentarsi all'esame, e, inoltre, tutti farebbero l'esame una sola volta e nelle stesse condizioni.
    Se ci fossero meno appelli d'esame i professori avrebbero più tempo per fare ricerca.
    Se i professori non facessero ricerca verrebbero sbattuti via e sostituiti con altri migliori.
    Se le tasse fossero più alte, non ci sarebbe affollamento in aula e gli studenti (che se lo meritano) sarebbero seguiti meglio.
    Se le tasse fossero più alte, gli stipendi per i docenti ed i ricercatori sarebbero più alte in modo tale da poter attrarre personalità di rilievo dall'estero o, anche più semplicemente, in modo da evitare che gli studenti bravi italiani fuggano all'estero.
    Se le tasse fossero più alte gli studenti pretenderebbero che i docenti ci fossero e pretenderebbero di avere tutte le attrezzature.
    Se le tasse fossero più alte ci sarebbero più persone qualificate a disposizione degli studenti.
    Se le tasse fossero più alte ci sarebbero più soldi a disposizione per creare borse di studio per gli studenti più bravi.
    E invece le stesse persone che buttano i soldi per lezioni private, sono quelli che protestano se si modificano gli scaglioni o le aliquote. Ma del resto in Italia si manifesta per la privatizzazione dell’acqua e poi si scende a comprare le casse di Ferrarelle.

    Ora torno ai miei problem sets.


    Anto

    PS: ci tengo a precisare che questo è un intervento di SINISTRA.